INDENNITA' DI LIQUIDAZIONE DIRETTIVA EUROPEA ART_ 17 N_86_653 CEE

                  


COME SI CALCOLA L'INDENNITA' DI CESSAZIONE DEL RAPPORTO 
IN MANCANZA DI ACCORDI ECONOMICI

Come si calcola l’indennità di cessazione del rapporto 

In attuazione dell’art. 17 della Direttiva comunitaria 86/653/CEE del 18 dicembre 1986 «relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti» , la Commissione Europea in data 23 luglio 1996 ha predisposto una Relazione  sull’applicazione di tale norma comunitaria.

Tale Relazione spiega nel dettaglio il procedimento di calcolo da utilizzare per la determinazione dell’indennità di cessazione del rapporto che si sviluppa in tre fasi:

  1. la prima fase consiste nell’accertare il numero di nuovi clienti e i clienti esistenti ma notevolmente sviluppati considerando la provvigione lorda corrisposta negli ultimi 12 mesi del rapporto relativamente a tali clienti; occorre poi effettuare una stima, calcolata in termini di anni, della probabile durata futura dei vantaggi che deriveranno al preponente dagli affari con tali clienti. Solitamente per tale valutazione si considera un periodo di tre anni, fino ad un massimo di cinque. Occorre poi tener conto del c.d. tasso di migrazione della clientela, dal momento che nel tempo, secondo l’id quod plerumque accidit, una certa parte della stessa si allontana naturalmente e viene perduta. La cifra ottenuta viene infine ridotta, deducendone gli interessi, per calcolare il valore attuale tenendo conto del fatto che gli introiti vengono incamerati anticipatamente.
  2. Nella seconda fase subentra il criterio dell’equità. In pratica la cifra calcolata può essere aggiustata per motivi di equità. La Relazione prevede che debbano essere presi in considerazione i seguenti fattori: 
  • se l’agente lavori con altri preponenti;
  • eventuale colpa dell’agente;
  • livello di retribuzione dell’agente;
  • diminuzione del fatturato del preponente;
  • ampiezza dei vantaggi derivati al preponente;
  • pagamento di contributi pensionistici da parte del preponente;
  • esistenza di clausole di limitazione degli scambi commerciali.
  1. Nella terza ed ultima fase occorre verificare che l’indennità, non superi l’importo massimo stabilito dalla norma, equivalente ad un’indennità annua calcolata sulla base della media annuale delle provvigioni riscosse dall’agente negli ultimi cinque anni o nel minore periodo di durata del contratto. Si tratta di un limite, fissato a protezione del preponente, che dovrà essere utilizzato soltanto dopo aver determinato l’indennità secondo i principî e le condizioni appena esposte e non può costituire mai un modo autonomo di determinazione dell’indennità in esame. La Relazione del 1996 propone, poi, il seguente esempio:

«Provvigioni su clientela nuova e/o intensificata negli ultimi 12 mesi di agenzia 50.000 Euro Durata prevista dei benefici pari a tre anni con tasso di migrazione del 20% 

Anno 1 50.000 – 10.000 = 40.000 Euro 

Anno 2 40.000 – 8.000 = 32.000 Euro

Anno 3 32.000 – 6.400 = 25.600 Euro

Totale provvigioni perdute 97.600 Euro

Correzione al valore attuale, ad esempio 10% 87.840 Euro

Quest’ultima cifra è pari all’indennità effettiva. Essa può essere aggiustata per motivi di equità (fase 2 sopra)

Va effettuata una correzione finale se l’importo risulta superiore al massimo previsto dall’art. 17, paragrafo 2, lettera b) della direttiva». 

 

  

  

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